28 Novembre 2017

NEPAL TREKKING

di Paolo Pernigotti

Era già un po’ di tempo che avevo nella testa di vedere la catena montuosa Himalayana e quest’anno, dopo la lunga stagione estiva, ci siamo regalati un viaggetto a vedere questi “giganti” di roccia e ghiaccio.

Partiti da Milano, dopo una settimana di relax in Malesia, ci imbarchiamo da Kuala Lumpur con destinazione Kathmandu. Arrivati nella capitale nepalese, non si può che rimanere scioccati dal caos e dallo smog in cui ci si ritrova: la gente cammina per la città con mascherine sul viso per filtrare l’aria, attraversare la strada è un po’ come la roulette russa e ancora oggi si può vedere sulla città il disagio causato dal terremoto del 2015. Per fortuna la gentilezza dei nepalesi compensa con tutto il resto.

Sei di mattina: si parte per l’aeroporto in direzione Lukla. L’aeroporto per i voli interni di Kathmandu è piccolo ed è un’esperienza abbastanza particolare, i voli per Lukla sono perennemente in ritardo di 2,3,5 ore se si è fortunati. (Spesso per le condizioni metereologiche, i voli vengono cancellati e non si riesce a raggiungere questa pittoresca destinazione anche per interi giorni).

Dopo 5 lunghe ore di attesa, saliamo su questo piccolo aereo che porta 14 passeggeri e finalmente si parte. Il volo dura circa mezzora e all’improvviso compare la pista di atterraggio lunga circa 150 m in salita. Da panico…

Scesi dall’aereo ci mettiamo subito in marcia e finalmente siamo tra queste montagne meravigliose. I primi due giorni di trekking sono in fondo valle attraverso paesini caratteristici come Phakding e Monju per arrivare a Namche Bazar (3304 m); è incredibile vedere come vivono gli abitanti di questi villaggi: con l’arrivo del turismo, la valle ha accumulato delle ricchezze che permettono a tutti di avere corrente elettrica, e un sacco di altri confort, ma nonostante ciò si vede ancora quanto la vita sia dura; le case hanno sistemi di isolamento quasi inesistenti e quindi il freddo è una costante dal calar del sole, tutto quello che si trova a monte viene trasportato da valle da Yak, asini e dai portatori che hanno carichi immensi sulla schiena e anche i più piccoli hanno i loro lavori nella vita di tutti i giorni.

Namche Bazar è il centro della valle, dove si trovano la maggior parte dei servizi e dove si diramano i vari trekking (Tre Passi, Gokyo, Campo Base Everest); come ci si porta sopra al centro abitato, compaiono i montagnoni e non si può che rimanere a bocca aperta davanti a questi “giganti”. Thamserku, Amadablam e numerose altre cime fanno da padrone durante la salita nella valle del Khumbu; le montagne in Nepal sono davvero immense, si cammina per giorni e loro continuano a crescere. Il nostro trekking prosegue in direzione di Kala Pattar, a 5500 m di fronte a Everest, Lhotse, Nuptse e Pumorì passando per Tengboche, Dingboche e Lobuche.

Scegliamo di rientrare a Namche passando sul lato opposto della valle passando per i villaggi di Periche, Pengboche, Portsche e Khumjung; il sentiero è molto panoramico e meno frequentato in quanto un po’ più esposto e caratterizzato dal “Flat” nepalese (A little bit up – A little bit down), ovvero sulla cartina il sentiero viene disegnato sulla medesima curva di livello ma poi in realtà di fanno svariati metri di dislivello: un po’ su e un po’ giù.

Arrivati a Namche ci concediamo un hamburger di Yak dopo interi giorni di riso, zuppe e Dalbhat il classico piatto nepalese composto da riso, una ratatouille di verdure e una zuppa di lenticchie e poi via per il medesimo percorso in direzione di Lukla.

Nonostante il trekking non presenti alcuna difficoltà tecnica, la quota fa da padrona e bisogna sempre tenere sotto controllo la propria condizione psico-fisica. Dato il grosso afflusso turistico, ogni villaggio ha svariati Lodge, che offrono cibo di qualità, stanze doppie (un po’ fredde) molto pulite, servizi in comune, doccia calda e wi-fi a pagamento. Sulle cartine si possono rapidamente individuare i villaggi che hanno ospedali con medici stranieri e medici nepalesi qualificati; proprio per questi motivi il trekking è accessibile a tutte le persone che hanno una buona preparazione fisica.

Pronti per aggregarvi a noi per il trekking dei tre passi nel 2018?

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