5 COSE DA FARE PRIMA DI ANDARE FUORIPISTA

5 COSE DA FARE PRIMA DI ANDARE FUORIPISTA

 

Ecco le cinque tappe fondamentali che ognuno di noi deve affrontare prima di cominciare una gita di sci alpinismo o un itinerario di fuoripista.

La sicurezza viene prima di tutto!

 

  • SCARICARE IL BOLLETTINO VALANGHE – Prima di uscire dalle piste o di affrontare una gita scialpinistica è fondamentale conoscere il pericolo valanghe della zona, relativamente alla giornata in cui si andrà a fare l’attività. Il pericolo valanghe varia su una scala da 1 a 5, siate sempre prudenti in particolar modo quando il pericolo è da 3 in su. Il bollettino valanghe si trova su internet nei siti dei vari previsori regionali (es. Piemonte su www.arpa.piemonte.gov.it/).

 

  • PIANIFICAZIONE DELL’ITINERARIO – Informarsi sempre sull’itinerario che si è deciso di affrontare mediante relazioni e cartine, scegliere tenendo conto del proprio livello tecnico e di quello dei compagni. Controllare le previsioni meteo per non muoversi con il rischio di brutto tempo e chiedere alle persona esperte del luogo (es. guide alpine e maestri di sci) le condizioni della neve relativamente all’itinerario.

 

  • COMUNICARE – Informate parenti o amici sul vostro percorso e, quando possibile, comunicate durante la giornata il vostro stato di salute. (Non sempre in montagna il cellulare prende e talvolta può risultare veramente difficile allertare i soccorsi).

 

  • ARTVA, PALA e SONDA – Munitevi SEMPRE di artva, pala e sonda! Se non li avete fateveli prestare o noleggiateli, questi dispositivi sono fondamentali quando ci si muove su terreni di montagna innevati. Inutile sottolineare quanto sia importante imparare ad usare questi strumenti per poter effettuare un eventuale autosoccorso, averli solo con se può non essere sufficiente. Prima di iniziare la giornata è molto importante fare un chek (cancelletto), tra i partecipanti, per controllare in corretto funzionamento dei dispositivi ARTVA.

 

  • CONTROLLARE IL MATERIALE – Controllate sempre che il vostro materiale sia in buono stato, che gli attacchi siano ben regolati e che pelli e soletta siano sciolinate. Regolare gli sci al mattino potrebbe causare perdite di tempo che potrebbero compromettere la gita. Lo zoccolo che si forma sotto gli sci a volte può ostacolare seriamente la progressione sia in salita che in discesa e fermarsi a sciolinare in certi posti potrebbe essere anche pericoloso. Portatevi sempre un paio di rampant.

 

Ricordatevi di non andare mai da soli e di essere, nel dubbio, sempre un po’ più prudenti del dovuto!!!

Ci si vede sulle montagne!!

Il Team GLOBALMOUNTAIN!

NEPAL TREKKING

28 Novembre 2017

NEPAL TREKKING

di Paolo Pernigotti

Era già un po’ di tempo che avevo nella testa di vedere la catena montuosa Himalayana e quest’anno, dopo la lunga stagione estiva, ci siamo regalati un viaggetto a vedere questi “giganti” di roccia e ghiaccio.

Partiti da Milano, dopo una settimana di relax in Malesia, ci imbarchiamo da Kuala Lumpur con destinazione Kathmandu. Arrivati nella capitale nepalese, non si può che rimanere scioccati dal caos e dallo smog in cui ci si ritrova: la gente cammina per la città con mascherine sul viso per filtrare l’aria, attraversare la strada è un po’ come la roulette russa e ancora oggi si può vedere sulla città il disagio causato dal terremoto del 2015. Per fortuna la gentilezza dei nepalesi compensa con tutto il resto.

Sei di mattina: si parte per l’aeroporto in direzione Lukla. L’aeroporto per i voli interni di Kathmandu è piccolo ed è un’esperienza abbastanza particolare, i voli per Lukla sono perennemente in ritardo di 2,3,5 ore se si è fortunati. (Spesso per le condizioni metereologiche, i voli vengono cancellati e non si riesce a raggiungere questa pittoresca destinazione anche per interi giorni).

Dopo 5 lunghe ore di attesa, saliamo su questo piccolo aereo che porta 14 passeggeri e finalmente si parte. Il volo dura circa mezzora e all’improvviso compare la pista di atterraggio lunga circa 150 m in salita. Da panico…

Scesi dall’aereo ci mettiamo subito in marcia e finalmente siamo tra queste montagne meravigliose. I primi due giorni di trekking sono in fondo valle attraverso paesini caratteristici come Phakding e Monju per arrivare a Namche Bazar (3304 m); è incredibile vedere come vivono gli abitanti di questi villaggi: con l’arrivo del turismo, la valle ha accumulato delle ricchezze che permettono a tutti di avere corrente elettrica, e un sacco di altri confort, ma nonostante ciò si vede ancora quanto la vita sia dura; le case hanno sistemi di isolamento quasi inesistenti e quindi il freddo è una costante dal calar del sole, tutto quello che si trova a monte viene trasportato da valle da Yak, asini e dai portatori che hanno carichi immensi sulla schiena e anche i più piccoli hanno i loro lavori nella vita di tutti i giorni.

Namche Bazar è il centro della valle, dove si trovano la maggior parte dei servizi e dove si diramano i vari trekking (Tre Passi, Gokyo, Campo Base Everest); come ci si porta sopra al centro abitato, compaiono i montagnoni e non si può che rimanere a bocca aperta davanti a questi “giganti”. Thamserku, Amadablam e numerose altre cime fanno da padrone durante la salita nella valle del Khumbu; le montagne in Nepal sono davvero immense, si cammina per giorni e loro continuano a crescere. Il nostro trekking prosegue in direzione di Kala Pattar, a 5500 m di fronte a Everest, Lhotse, Nuptse e Pumorì passando per Tengboche, Dingboche e Lobuche.

Scegliamo di rientrare a Namche passando sul lato opposto della valle passando per i villaggi di Periche, Pengboche, Portsche e Khumjung; il sentiero è molto panoramico e meno frequentato in quanto un po’ più esposto e caratterizzato dal “Flat” nepalese (A little bit up – A little bit down), ovvero sulla cartina il sentiero viene disegnato sulla medesima curva di livello ma poi in realtà di fanno svariati metri di dislivello: un po’ su e un po’ giù.

Arrivati a Namche ci concediamo un hamburger di Yak dopo interi giorni di riso, zuppe e Dalbhat il classico piatto nepalese composto da riso, una ratatouille di verdure e una zuppa di lenticchie e poi via per il medesimo percorso in direzione di Lukla.

Nonostante il trekking non presenti alcuna difficoltà tecnica, la quota fa da padrona e bisogna sempre tenere sotto controllo la propria condizione psico-fisica. Dato il grosso afflusso turistico, ogni villaggio ha svariati Lodge, che offrono cibo di qualità, stanze doppie (un po’ fredde) molto pulite, servizi in comune, doccia calda e wi-fi a pagamento. Sulle cartine si possono rapidamente individuare i villaggi che hanno ospedali con medici stranieri e medici nepalesi qualificati; proprio per questi motivi il trekking è accessibile a tutte le persone che hanno una buona preparazione fisica.

Pronti per aggregarvi a noi per il trekking dei tre passi nel 2018?

FALESIA CASTERINO

Falesia di Casterino (Rocher de l’Agnellino)

di Enrico Turnaturi

 

Negli ultimi mesi molti di voi ci hanno chiesto informazioni riguardo la nuova falesia di Casterino, più precisamente dell’Agnellino, ecco una breve descrizione della falesia e di come raggiungerla.

Scoperto da non si sa chi questo sito d’arrampicata era già presente sulla guida d’arrampicata francese V3 dove erano segnati circa sette tiri, per nessuno di questi, però, erano riportati nome e grado. Io (Bac) e Daniele (il Macca), incuriositi da questa barra rocciosa non distante da casa nostra, ci siamo avventurati a scalare e gradare i tiri esistenti e siamo rimasti decisamene colpiti dalla qualità della roccia e dal potenziale che l’intera falesia offriva. Abbiamo così intrapreso un lavoro di chiodatura che dura ormai da tre anni e che ha fatto nascere 45 tiri, dal 6a a progetti ancora non gradati. La roccia di Casterino è molto particolare, le zone grigie sono di eccellente qualità e ottima aderenza presentando tacche, gocce, concrezioni e buchi, le zone più strapiombanti, invece, presentano una roccia più delicata che ha necessitato una maggior opera di pulizia. In generale l’arrampicata di casterino si svolge su muri verticali molto tecnici e i tiri sono quasi sempre lunghi, fino a 40mt. (indispensabile corda da 80mt.).  Ci sono anche un po’ di lunghezze che seguono delle linee di fessura inizialmente aperte in stile TRAD e poi spittate per uniformarle al resto della falesia. I gradi sono “casteriniani” ma sull’argomento si potrebbe scrivere un trattato più lungo di “Guerra e Pace”, vi basti sapere che sono severi e la chiodatura, mai pericolosa, è talvolta un po’ distanziata. La Barra rocciosa, che nella sua parte destra si alza fino a circa 180 metri, ci ha da subito attirato ad aprire una via di più tiri e in una giornata di voli, paure e ripensamenti è nata la via “Pivel” 5L (6a, 7b, 7a+, 7a, 6b) – 6c obb. Negli anni a seguire l’abbiamo ripetuta più volte ripulendola ed ora è un piccolo gioiellino che aspetta solo climber motivati.

COME ARRIVARE

da Limone P.te: superare il paese di Limone e proseguire sulla statale in direzione del Colle di Tenda. Prima del Tunnel prendere la deviazione sulla destra che porta alla località Panice Soprana (1400 partenza impianti sciistici). Proseguire lungo la strada che porta al vecchio Colle, giunti in cima (Baita Le Marmotte) prendere la strada asfaltata verso destra, lasciarsi il Forte Centrale sulla sinistra e, quando l’asfalto finisce proseguire dritto sullo sterrato. Oltrepassare il forte Margheria e proseguire sullo sterrato fino alle Basse di Peirafica, NON prendere la deviazione verso destra con cartello indicante Casterino ma proseguire diritto. Raggiunta la Baisse d’Ourme tenere la strada che, verso destra, resta in quota (NO indicazioni Tende). Superati due tornanti oltrepassare una strettoia tra due rocce (La Porte) e proseguire sulla strada in piano senza ulteriori deviazioni fino a parcheggiare su un risalto erboso. Calcolare 45 minuti da Limone.

da Ventimiglia: raggiungere St. Dalmas de Tende e svoltare a sinistra per Casterino. Oltrepassare l’abitato di Casterino e imboccare la sterrata che conduce alle Basse di Peirafica, qui svoltare a destra e seguire le indicazioni come da Limone P.te.

Dal parcheggio individuare un ometto di sassi, indicativamente sulla destra e seguire la traccia, IN DISCESA, che con ometti e tacche rosse porta alla falesia, 10 minuti. (traccia non evidente prestare attenzione a non perdersi!). Giunti praticamente al fondo della traccia i settori principali saranno alla vostra destra mentre il neo-nato “settore NoBig” (7 tiri) rimane sulla sinistra.

NOTE

– Durante la stagione estiva la zona attorno alla Baisse d’Ourme ospita un gregge di pecore con relativi cani da guardia e pastori. I cani sono tendenzialmente innocui con il pastore nelle vicinanze e non sempre il gregge è nella zona del parcheggio della falesia, in ogni caso prestate attenzione ma sopratutto RISPETTO per animali e pastori che sono lì da ben prima che nascesse la falesia!

– La falesia è nuova e non ha ancora molti visitatori quindi prestate attenzione algli appigli che tirate e agli appoggi che usate!

– Sia la traccia di avvicinamento che la base della falesia, seppur in un posto spettacolare, non sono molto adatti a bambini piccoli o comunque poco sportivi. Si consiglia in ogni caso l’uso del casco da parte dei più piccini.

– La spittatura della falesia non è stata commissionata da nessuno e tantomeno certificata, è da considerarsi quindi “terreno d’avventura” valutando sempre bene dove salire in base al proprio livello e alla propria esperienza.

– Nella galleria ci sono gli schizzi dei tiri e una visione generale della falesia. Non ci sono i nomi alla base dei tiri e gradiremmo rimanesse così (gli schizzi sono abbastanza chiari, se non li capite non avete il livello per scalare a Casterino).

Bonne escalade a tous!

 

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